Testimonianze

Il mio arrivo in Germania di Tamara

Questa è la testimoninza di Tamara arrivata in Germania nel 2014.

Ciao,mi chiamo Tamara, ho 39 anni sono sarda e questa è la mia storia! Sono nata e cresciuta in Sardegna in un paese di 800 anime dal nome simpatico (Tottubella), a metà strada tra paradiso e purgatorio (mare e città). Mi sono sentita sempre un pó stretta e ho scelto uno studio che mi permettesse nel modo più rapido di scappare da quella piccola realtà. A 15 anni ho iniziato a fare le stagioni in grandi alberghi e questo appunto, mi permetteva di Vedere, Conoscere, Crescere. A 18 decido di partire x l’Irlanda, era il lontano 1999, e li ho scoperto che a starmi stretto non era il mio paesino ma proprio l’Italia, il suo sistema!!!!

A 24 e mamma di un bimbo di tre anni mi trasferisco in Piemonte (i miei si sono trasferiti e vivevano lì). Ci staró per nove anni (l’ unico timpianto della mia vita)! Il mio desiderio era tornare in Irlanda o andare in Inghilterra ma con una separazione in corso non fu possibile! Nel 2014, nel mese di febbraio, il mio attuale marito restó a casa dal lavoro (le solite cretinate: a ogni fine contratto veniva licenziato, fermo tre settimane e poi riassunto), e io ero estetista autonoma; alchè mi dice: “dai organizzati che andiamo a trovare tuo fratello in Germania!” Penso io ”che bel regalo di san valentino”! Così fu! Spostai tutti gli appuntamenti, mio figlio più grande (11 anni) era dal papà in Sardegna e quindi dovevo pensare solo alla piccola di sette mesi: Dejanas.

Mio fratello abitava in Schwarzwald a Schenkenzell, aveva comprato casa da un anno ma non eravamo mai andati. Puoi immaginare la felicitá di tutti nello stare insieme insieme in quella casa, ma una settimana voló! Il giorno prima di partire mi disse: “cercano aiuto in un pub a tre km da qui, la signora è italiana, perchè non vai a vedere?” Ricordo che lo guardai, scoppiai a ridere e gli dissi: “ lo sai che se poi mi vuole dovrai sopportarmi anche qui e non sono sola”. Mi disse 4 parole: La Casa è Grande!

Andai a parlare con la signora e voilá: tornammo in italia per 10 gg solo per prendere la roba e salutare gli amici, così: senza paura, senza dubbi, senza guardarci indietro, con la consapevolezza che sarebbe stato difficile ma non impossibile! Ricordo che arrivammo il 15 marzo 2014 verso le 17:00, pioveva e io ero emozionata come una bimba di due anni davanti a 1000 palloncini colorati!

Io e mio marito investimmo un pó di soldi nell’appartamento al piano terra della casa di mio fratello dove aveva una lavanderia che diventó la nostra cucina, poi aveva tre stanze in grezzo senza pavimento nè muri finiti, diventarono: la camera dei ragazzi, la camera matrimoniale e il soggiorno, in teoria dividevamo solo il bagno, in pratica invece mica potevo farlo mangiare solo. Quindi, è vero che abbiamo avuto l’appoggio ma per metterlo in sesto abbiamo speso circa € 4000 e x quanto mio fratello non ci avesse chiesto niente facevamo un bonifico di € 50,00 la settimana. Mi accorsi immediatamente del risparmio, parliamo di un risparmio del 50%; la benzina poi, quando arrivammo non arrivsva a 1,00, in italia era giá 1,40. Per svolgere pratiche e cose del grnere ci diede una mano un collega di mio fratello che viveva qui da 20 anni. Ma è stato tutto molto rapido, ricordo la registrazione in comune: 2 minuti scarsi, rimasi scioccata!

Il fato ci mise dubito alla prova. A fine marzo mio marito venne chiamato per una trasferta di un mese in Lombardia. Dissi di andare, quel mese divetó 3 mesi e gli offrirono il contratto a tempo indeterminato. Gli dissi: io resto qui, se tu vuoi fare avanti e indietro bene, io ho appena accettato una sfida, ho travolto la vita di mio figlio 11 enne, abbiamo investito quello che avevamo x sistemare qui e in italia non ci torno neanche morta! Lui ovviamente rinunció. Smise di lavorare in Italia a luglio e a febbraio 2015 tramite un’agenzia trovò lavoro in una fabbrica dove lavorò x 4 anni con tutti i problemi della lingua. Ecco il nostro sbaglio: abbiamo buttato i primi due anni frequentando italiani, lavoravamo entrambi, il ragazzino da seguire e la poccola anche, ho provato ad andare a scuola ma era impossibile (x me)! Dopo due anni esatti abbiamo comprato casa e adesso sono 4 anni che viviamo a casa nostra, siamo entrambi operai, mio marito lavora in una ditta a tempo indeterminato, il nostro tedesco non è ottimo ma riusciamo a fare quasi tutto da soli, frequentiamo più tedeschi e che dire, io mi sento a casa. MAI in sei anni ho detto” che cavolo ci faccio qui!”

Ho trovato la mia pace, finalmente vivo con gente che rispetta le regole, viene riconosciuta la meritocrazia, chi sbaglia paga perché esiste una giustizia, la legge funziona e vogliamo parlare dell’educazione? I miei mi dicono sempre: quando sei nata eri giá tedesca! Mi scontro spesso con i miei connazionali, per loro parlare bene della Germania vuol dire in automatico parlare male dell’Italia, e questa è ignoranza! A oggi mi sento una donna felice ed è bastato poco sapete: la possibilitá di lavorare dignitosamente, la possibilitá di avere una casa, la possibilitá di dormire e sognare di fare un viaggio e non di passare le notti insonni con la paura di quello che dovrei pagare domani! Vivo in Germania e ringrazio lei per le possibilitá che ci ha dato e lo stesso sarebbe stato in qualsiasi altra parte del mondo tranne che il paese dove sono nata!  Grazie per dar voce a chi ha voglia di raccontarsi🥰

Grazie Tamara per aver condiviso la tua storia con noi.

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